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La devozione, la storia e l'arte raccontate dalle casse lignee della Processione del Venerdì Santo a Savona

Res publica   03.04.26  
La Processione del Venerdì Santo a Savona
La Processione del Venerdì Santo a Savona

La Processione del Venerdì Santo a Savona è un evento in cui fede, cultura e devozione popolare diventano visibili, materiali, tangibili. Al centro dell'esperienza c'è un'organizzazione antica, affidata al Priorato Generale delle Confraternite di Savona, che riunisce le sei confraternite cittadine custodi di una tradizione che affonda le radici nel Basso Medioevo.
Un dettaglio curioso di questa tradizione è che la processione si svolge solo ogni due anni. La città di Savona assiste al passaggio delle quindici imponenti e antiche casse lignee, accompagnate dalle bande che intonano i mottetti, penitenti e clero. La Processione del Venerdì Santo è preceduta dalla Croce di Passione, un crocifisso in legno detto in dialetto Cruxe du Pasciu che raffigura tutti i simboli della Passione di Cristo, e chiusa da un reliquario contenente una reliquia della Santa Croce.

La storia della Processione nasce negli oratori edificati tra il XIII e il XIV secolo accanto all'antica Cattedrale di Savona posta su una collina che domina il mare chiamata Priamar. Dopo l'avvento della Repubblica di Genova la collina viene fortificata, gli edifici e il duomo abbattuti. La costituzione della Fortezza del Priamar, tutt'ora uno dei simboli della città, trasformerà per sempre non solo il tessuto urbano, ma anche la Processione.
Nei secoli che seguiranno il 1542 gli oratori diminuiranno di numero e il Venerdì Santo assumerà sempre più la forma attuale, abbandonate le singole processioni per confluire in un unico grande evento devozionale.

et a' detti disciplinanti li sia raccomandata la disciplina massime il giorno del Venerdì Santo, imperoche se non fussero quelle poche orationi e buone operationi che si fanno per le confraternite et altri servi di Dio, sarebbe il mondo più tribulato che non é...

La tradizione cristiana ricorda queste parole, datate 8 aprile 1536 durante la seconda apparizione mariana al Confratello Antonio Botta nella valle del Letimbro. La Vergine Maria spronava i fedeli savonesi alla disciplina del Venerdì Santo, rito penitenziale che in città veniva praticato sino dalla fine del XII secolo, rappresentando le prime manifestazioni di gruppi di disciplinanti in una prima primigenia forma organizzata di aggregazione laicale nella storia della Chiesa.

Nel corso della storia le confraternite di Savona dovranno anche sopravvivere alla tempesta napoleonica, che ne requisì parte sedi e beni, per vedere finalmente nella seconda metà del XIX un ritorno delle tradizioni confraternali.

La guida online Visit Riviera rappresenta un ottimo punto di partenza per scoprire le 15 casse lignee, gli oratori, i confratelli, l'arte, la storia e la grande devozione che circondano la Processione del Venerdì Santo a Savona:

Confraternita di Nostra Signora di Castello dalle cappe blu con risvolti bianchi.
Cristo morto in croce, risalente alla metà del XVI secolo ed è probabilmente di scuola romana;
La Pietà, di Stefano Murialdo detto "il Crocetto" (1776-1838) e realizzata nel 1833;
Deposizione dalla croce, datata 1795, realizzata dal savonese Filippo Martinengo. Il suo peso è di circa 16 quintali.

Confraternita dei SS. Giovanni Battista Evangelista e Petronilla dalle cappe bianche con nastri rossi.
La Promessa del Redentore, detta anche "Adamo ed Eva" del savonese Filippo Martinengo, è datata 1777;
Gesù legato al palo, realizzata nel 1728 dal Maragliano, è di scuola genovese;
Gesù nell'orto, datata 1728;
Cristo spirante, realizzata tra il 1727 e il 1738 dal Maragliano.

Confraternita di S. Domenico e Cristo Risorto dalle cappe bianche con nastri bianchi.
L'Annunciazione, del genovese Anton Maria Maragliano (1664-1739), è stata realizzata nel 1722;
La deposizione nel Sepolcro, realizzata dal savonese Antonio Brilla (1813-1891) ed eseguita nel 1866. Si tratta della cassa più pesante della processione: 17 quintali e servono ben 24 uomini per trasportarla.

Confraternita dei SS. Pietro e Caterina dlle cappe bianche con nastri blu.
La flagellazione, realizzata da ignoto di scuola napoletana del XVII secolo;
Cristo cade sotto la croce, come la prima giunta da Napoli nel 1623, entrambe hanno un impianto molto arcaico e statico nella composizione;
Ecce Homo, è la cassa più recente. Realizzata nel 1978 dalla scultrice savonese Renata Cuneo in sostituzione di una cassa seicentesca di identico soggetto (opera dello scultore genovese Gio Andrea Torre) andata perduta durante il secondo conflitto mondiale.

Arciconfraternita della SS. Trinità dalle cappe rosse con risvolti bianchi.
L'Addolorata, realizzata da Filippo Martinengo alla fine del Settecento.

Confraternita dei SS. Agostino e Monica dalle cappe bianche con nastri verdi.
L'incoronazione di spine, realizzata dal Maragliano nel 1710;
Il bacio di Giuda, è stata realizzata nel 1926 dallo scultore gardenense Giuseppe Runggaldier.

La Processione del Venerdì Santo di Savona è un rito che si trasmette, si ricostruisce e si reinventa nello spazio urbano, tra legno, pittura, reliquie, oratori e immagini. È un evento che rende la fede concreta e condivisa, capace di trasformare una sera in un racconto collettivo.

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Il Pesce d'Aprile a Savona è un dolce della tradizione culinaria

Wow   01.04.26  
Il Pesce d'Aprile savonese
Il Pesce d'Aprile savonese

A Savona il primo aprile non è solo una giornata di scherzi, ma il momento in cui fa la sua comparsa un dolce speciale, riconoscibile e atteso. Una torta a forma di pesce, nata da uno scherzo e diventata tradizione culinaria.

Le origini delle burle il primo d'aprile sono incerte. Una delle spiegazioni della moda dei pesci e degli scherzi viene collegata alla riforma del calendario nel 1582. Con lo spostamento del Capodanno al 1° gennaio, chi continuava a festeggiare nel periodo sbagliato, a fine marzo, finì per essere preso in giro, tra doni di scatole vuote e pesci come metafora del credulone che abbocca a tutto.
Molte altre però sono le storie legate alla nascita del Pesce d'Aprile, da uno scherzo che coinvolgeva il lavaggio dei leoni e la Torre di Londra al poeta Eloy d'Amerval, dai Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer al racconto biblico di Genesi, dalla poesia comica di Eduard De Dene alla battaglia della città di Den Briel che portò all'indipendenza dei Paesi Bassi dalla Spagna.

Savona, però, dà al primo aprile un volto tutto suo. Qui il dolce viene fatto risalire a una rivalità storica con Genova, narrata attraverso episodi legati al quartiere delle Fornaci.
Secondo la tradizione, nel 1528 il Doge della Superba in visita alla città della Torretta sarebbe stato vittima delle burle dei pescatori, ritrovandosi un'acciuga attaccata all'abito. Per placarne l'ira e scongiurare rappresaglie, i savonesi avrebbero dunque preparato un dolce monumentale a forma di pesce ingraziandosi nuovamente il Doge della Repubblica di Genova.

Il Pesce d'Aprile savonese è un dolce a strati, con base di pan di Spagna e farciture che spaziano dalla crema pasticcera alla cioccolata; la decorazione finale è resa spettacolare da glasse di vari colori. C'è chi afferma che questo dolce dovrebbe avere anche una dimensione tradizionale: circa 60 cm dalla testa alla coda.
Appare sulle tavole dei savonesi a marzo per poi scomparire prima del 2 aprile, in attesa dell'anno successivo.

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Scoprire San Valentino a Savona

Wow   14.02.26  
Particolare di San Valentino battezza Santa Lucilla di Jacopo Bassano
Particolare di San Valentino battezza Santa Lucilla di Jacopo Bassano

San Valentino all'ombra della Torretta. Potrà stupire qualcuno, ma Savona custodisce una reliquia del santo patrono degli innamorati e protettore delle persone affette da epilessia.
Nel gennaio del 2019, una cassa lignea, conservata nel Museo del Tesoro della Cattedrale e risalente al 1202, è stata aperta. Al suo interno sono state ritrovate le reliquie di San Valentino, donate da papa Paolo V nei primi anni del 1600, insieme a quelle di altri martiri cristiani. Originariamente questa cassa conteneva le spoglie del Beato Ottaviano, trasferite nel 1782 nel sarcofago che si può vedere all'interno della Cappella di Santo Stefano.

La presenza delle reliquie di San Valentino nella cattedrale savonese è attestata da due lapidi marmoree datate 1612 e 1814: la prima menziona il braccio del santo e la celebrazione del suo martirio il 14 febbraio; la seconda riferisce dello spostamento nel 1801 del corpo di San Sisto I e del braccio di San Valentino dalla chiesa del convento di San Giacomo alla Cattedrale e che nel 1814 le spoglie di San Sisto vennero traslate nella cappella a lui dedicata.

Leggende ed incertezze avvolgono la figura di San Valentino. Nel Martirologio geronimiano, tra i più antichi cataloghi di martiri cristiani della Chiesa, compaiono riferimenti a due Valentini martirizzati, uno a Roma e uno in Africa, ma senza data né identificazioni precise. L'agiografia e l'Enciclopedia Cattolica menzionano tre santi di nome Valentino legati al 14 febbraio: un sacerdote romano, il vescovo di Interamna Nahars, l'odierna Terni, e un martire africano assieme ad alcuni compagni. Pur essendo narrazioni tardive e leggendarie, gli studiosi ritengono possibile che i resoconti del vescovo di Terni e del presbitero romano condividano un nucleo di fatti e potrebbero riferirsi in realtà alla stessa persona.
Le analogie riguardano il luogo del supplizio per decapitazione e del seppellimento al secondo miglio della via Flaminia, la coraggiosa testimonianza di fede e una guarigione miracolosa che provocano delle conversioni tra i pagani.

Sebbene molte fonti moderne affermino che Papa Gelasio I abbia istituito la festa il 14 febbraio nel 496 d.C., tale affermazione è discutibile e in parte basata su fonti apocrife. Quel che è certo è l'intervento dei monaci benedettini, che nel Medioevo diffusero il culto di San Valentino in Francia e Inghilterra. La sua associazione agli innamorati si consolidò anche grazie a tradizioni letterarie, vale la pena ricordare Geoffrey Chaucer, che collegavano la sua festa al risveglio primaverile e ai riti d'amore degli uccelli.

Più complesso il legame tra l'epilessia e San Valentino, uno tra i numerosissimi santi cristiani potrettori della hierà nósos, la "malattia sacra", come veniva ancora chiamata al tempo di Valentino. Un concetto legato all'evento parossistico della crisi epilettica, ovviamente la manifestazione più evidente nell'antichità e che veniva spesso confusa con una possessione. Il termine epilessia deriva proprio da epilambánein, prendere possesso, da cui epil?psía.
Partiamo dall'agiografia (BHL 8460, Bibliotheca Hagiographica Latina). Grazie all'intercessione del santo il figlio del filosofo Cratone viene guarito. Questo porta alla conversione al cristianesimo del filosofo, della sua famiglia e di molti suoi allievi.
Il secondo nesso è simbolico. È un richiamo al martirio del santo, giustiziato per decapitazione, e dunque alla "perdita della testa" e alla "testa caduta".
Il terzo legame è fonetico. In alto tedesco, il nome di San Valentino era spesso associato alla parola fallen, cadere, e "mal caduco" era un altro termine popolare per epilessia.

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La tradizione secolare della Processione del Venerdì Santo di Savona

Wow   07.04.23  

La Processione del Venerdì Santo di Savona è considerata uno dei momenti più importanti e sentiti della Settimana Santa nella città ligure. Questo evento biennale di devozione religiosa e manifestazione culturale si tiene tradizionalmente negli anni pari e viene talvolta annullato in caso di pioggia per preservare lo stato di conservazione delle preziose casse lignee. In via del tutto eccezionale quest'anno la processione si svolgerà ugualmente per recuperare un'attesa che durava da sette anni, prolungata non solo dal maltempo, ma anche dalla pandemia di COVID-19.

La storia della processione risale al Medioevo, infatti già a partire dal XV secolo le cronache riportano come le confraternite celebrassero ognuna una propria processione pasquale per le vie cittadine. Le prime casse lignee portate a spalla iniziano a comparire nel XVII secolo e continueranno ad aumentare sino al XX secolo.
Oggi queste opere d'arte, alcune delle quali raggiungono i 18 quintali, sono 15 e vengono custodite e preservate gelosamente dalle confraternite savonesi.
Le ultime aggiunte risalgono al 1926: L'Annunciazione opera del Maragliano nel patrimonio della confraternita del Cristo Risorto e il Bacio di Giuda, commissionata a Giuseppe Runggaldier nel patrimonio della confraternita dei Santi Agostino e Monica.
Nel 1978 venne ricreata da Renata Cuneo la cassa Ecce homo, per sostituire la più antica opera settecentesca del Torre perduta durante un bombardamento nella seconda guerra mondiale.

La Processione del Venerdì Santo di Savona si compone di 700 portatori e 56 comandanti per le 15 casse lignee, 30 cristanti per la Croce di Passione che apre la processione circondata da lampioni e torcioni, centinaia tra musicisti e coristi e viene chiusa dalla settecentesca Arca della Reliquia della Santa Croce, portata come la Croce di Passione dalla Confraternita cui spetta a turno l'onore di Priore Generale.
Le casse, il cui percorso viene scandito da rintocchi di martelletto che segnalano le tappe ai confratelli portatori, seguono quest'ordine: la Promessa del Redentore, L'Annunciazione, L'orazione nell'orto, Il bacio di Giuda, Gesù legato alla colonna, La Flagellazione, L'incoronazione di spine, l'Ecce Homo, Cristo cade sotto la croce, Cristo spirante, Cristo morto in croce, La deposizione dalla croce, La pietà, la Deposizione nel sepolcro, L'Addolorata.
Una curiosità. Nel 1830, in seguito all'invasione napoleonica, fu proibito l'uso del cappuccio sul capo. Da allora, e ancora oggi, i confratelli continuano a indossarlo piegato e appoggiato sulle spalle in segno degli originari significati di anonimato e umiltà.

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Il Confuoco di Savona tra le fiamme dell'alloro

Res publica   17.12.17  
Il Confuoco di Savona 2017
Il Confuoco di Savona 2017

La fiamma scaturita dalla pira di alloro sale alta e dritta, nell'insolita cornice del piazzale del Maschio sulla Fortezza del Priamar invece che nella più classica piazza Sisto IV sulla quale si affaccia il Palazzo del Comune.
Si rinnova la plurisecolare tradizione del Confuoco di Savona che legge tra le fiamme del lauro alte e dritte un segno di buon auspicio per il nuovo anno che verrà.

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I buoni auspici tra le fiamme dell'alloro

Res publica   18.12.16  

Il Confuoco 2016 a Savona

Leggere il destino della città tra le fiamme dei rami d'alloro, è la secolare tradizione del Confuoco che ogni anno si svolge a Savona nella domenica che precede il Natale.
La pira di rami d'alloro viene data alle fiamme in piazza Sisto IV, su cui sorge il palazzo del Comune. Se la fiamma sale dritta e alta è segnale di buon auspicio per l'anno venturo.

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Apre a Savona il più grande museo al mondo dedicato ad Apple

Geek   22.01.14  

Dopo due anni di traversata nel deserto riaprirà a Savona, nella splendida cornice della Vecchia Darsena, quello che a Cupertino ritengono essere il più fornito museo Apple al mondo: l'All About Apple.
Appuntamento venerdì in piazza De André, a due passi dal Palacrociere, per l'inaugurazione della nuova sede. Per la completa apertura al pubblico bisognerà invece attendere la fine del 2015.

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Il più fornito museo Apple al mondo cerca una nuova casa a Savona

Geek   14.08.13  

All About Apple è secondo Cupertino il più fornito museo di prodotti con la mela morsicata al mondo. Oltre settemila device tutti funzionanti e utilizzabili dai visitatori che oggi rischiano di non avere più una casa.
Tramontata l'ipotesi di una sede fissa all'interno del Campus universitario di Savona, dopo il trasloco da Valleggia, si cercano soluzioni che potrebbero portare il museo nelle splendidi cornici della Vecchia Darsena o nel complesso museale sulla Fortezza del Priamar, ma bisogna fare in fretta. Savona e la Liguria richiano di perdere una risorsa culturale e turistica che il mondo ci invidia.

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