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I post con tag "Osama Bin Laden" archivio

L'evacuazione marittima di Manhattan

Res publica   11.09.26  

In seguito agli attacchi dell'11 Settembre, i ponti e i tunnel stradali e ferroviari furono chiusi, la metropolitana venne interrotta in numerose aree. Manhattan si trovò così isolata proprio mentre centinaia di migliaia di persone cercavano di allontanarsi dal luogo del disastro. Le strade erano congestionate e le autorità dovevano affrontare un'evacuazione di dimensioni eccezionali.
Fu allora che entrò in scena una flotta improvvisata. Traghetti, imbarcazioni private, rimorchiatori, battelli turistici e barche da lavoro provenienti da diverse parti dell'area metropolitana di New York e dello Stato del New Jersey iniziarono a dirigersi verso Lower Manhattan. All'inizio non ci furono istruzioni né ordini, semplicemente i capitani delle imbarcazioni si resero conto della tragedia e del panico che ne sarebbe scaturito e trasformarono le proprie imbarcazioni in mezzi di evacuazione.

Nel giro di circa nove ore quella che sarebbe diventata nota come 9/11 Boatlift contribuì a evacuare circa mezzo milione di persone, trasportandole verso Brooklyn, il New Jersey e altri punti della costa. È stata descritta come la più grande evacuazione marittima della storia, realizzata non da una flotta militare organizzata come nel caso di Dunkirk, ma attraverso la collaborazione spontanea di equipaggi civili.

La loro vicenda, raccontata da Road to Resilience, racconta la solidarietà spontanea di cui l'umanità è capace quando si trova ad affrontare sfide inimmaginabili. Non fu un'operazione priva di rischi. Fumo, detriti, informazioni frammentarie e paura accompagnavano ogni traversata. Gli equipaggi non sapevano esattamente cosa sarebbe successo e nemmeno quanto fosse sicuro avvicinarsi alla zona colpita. Eppure continuarono a fare la spola.
La storia racconta spesso di eroismi spettacolari. A volte però la verità è molto più semplice, qualcuno vede che altre persone hanno bisogno di aiuto e decide di fare ciò che può. Quel giorno, mentre Manhattan sembrava essersi trasformata in un incubo senza vie d'uscita, le imbarcazioni si trasformarono in una via di salvezza.

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La missione per intercettare il volo United Airlines 93

Res publica   11.09.26  

La storia del volo United Airlines 93 è diventata così uno dei simboli più potenti dell'11 Settembre. L'orrore più estremo non può piegare chi ha scelto di reagire. I passeggeri non erano soldati, non avevano addestramento militare e non potevano sapere con certezza quale sarebbe stato l'esito del loro tentativo. Sapevano soltanto che non potevano rimanere passivi. Il loro volo non avrebbe causato altre vittime se non loro stessi.
Parallelamente al loro sacrificio estremo la risposta militare era già in corso. Tra i piloti decollati quel giorno c'erano Heather "Lucky" Penney, allora tenente della Air National Guard, e il capitano Marc H. Sasseville di stanza all'Andrews Air Force Base.
La loro missione, inconcepibile fino a quella mattina, consisteva nell'intercettare il Boeing 757 e abbattere l'aereo civile con qualsiasi mezzo a disposizione. Poiché i caccia erano privi di missili e armati solo di munizioni inerti da addestramento, a seguito di una recente esercitazione, l'unico modo per compiere la missione sarebbe stato un impatto diretto. Sasseville portò il proprio F-16 in formazione accanto a quello della Penney; il capitano avrebbe puntato alla cabina di pilotaggio, mentre il tenente avrebbe colpito la coda. L'unico modo sicuro per distruggere l'aereo in quota e impedirgli di proseguire la sua planata verso l'obiettivo.

I due F-16 non raggiunsero mai il volo 93, ma quell'esperienza avrebbe segnato profondamente la loro esistenza.
La vicenda, raccontata da Penney a PBS NewsHour, aggiunge un'ulteriore dimensione nella tragedia scatenata dalla follia jihadista, quella della responsabilità successiva al trauma. Sopravvivere a un giorno simile significa chiedersi come impedire che possa ripetersi. Per questo la memoria dell'11 Settembre non riguarda soltanto ciò che accadde quella mattina, ma l'evoluzione nella sicurezza dell'aviazione, nella difesa militare e civile e nella percezione stessa della vulnerabilità delle società moderne.

Il Volo 93 rimane una storia di persone comuni costrette a compiere una scelta straordinaria. Il loro gesto modificò l'esito del quarto attacco. In una giornata definita dalla distruzione, In una giornata segnata dalla devastazione, fu un atto di ribellione a garantire che un simile orrore non si ripetesse.

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La caccia a Geronimo

Multimedia   14.10.12  

Probabilmente il miglior articolo scritto sugli eventi che portarono all'uccisione del terrorista più ricercato della storia, Osama Bin Laden.

President Obama saw it as a "50–50" proposition. Admiral Bill McRaven, mission commander, knew something would go wrong. So how did the raid that killed bin Laden get green-lighted? In an adaptation from his new book, Mark Bowden weaves together accounts from Obama and top decision-makers for the full story behind the daring operation.

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Il futuro politico del mondo arabo

Res publica   05.05.11  

Bin Laden era già morto, almeno politicamente, prima che i soldati statunitensi attaccassero il suo rifugio. La morte politica di Al Qaeda è avvenuta il 17 dicembre 2010 a Sidi Bouzid, in Tunisia, quando Mohamed Bouazizi si è dato fuoco. Il suo suicidio, indipendentemente dalle motivazioni personali, è stato un evento politico. Ma non aveva nulla a che fare con il terrorismo, con l’ostilità verso gli Stati Uniti, la lotta contro il sionismo o la creazione di un grande califfato. La rivolta democratica del mondo arabo ha mostrato fino a che punto Al Qaeda fosse emarginata.

Via Internazionale.

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