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I post con tag "Egitto" archivio

Sette meraviglie del mondo antico, ma non quelle che vi vengono subito in mente

Wow   09.03.26  

Le Sette meraviglie del mondo occupano un posto speciale nella nostra cultura, evocando immagini di grandezza, ingegno e bellezza. Questa importanza del numero sette, celebrato dagli antichi greci, risuona nelle loro più profonde credenze e curiosità, rivelando come la meraviglia possa essere legata a simbolismi numerici.
L'elenco classico delle sette meraviglie è composto dai Giardini Pensili di Babilonia, dalla Statua di Zeus a Olimpia, dal Tempio di Artemide a Efeso, dal Mausoleo di Alicarnasso, dal Colosso di Rodi, dal Faro di Alessandria e dalla Grande Piramide di Giza. Quest'ultima è l'unica meraviglia che possiamo ancora ammirare oggi, pur senza la copertura originale.
Il mondo, però, è ricco di meraviglie che sfuggono ai canoni di questa lista. L'analisi proposta da Gar­rett Ryan, di Told in stone, ci invita a considerare alternative affascinanti, come il labirinto egiziano di Hawara, descritto da Erodoto o il Teatro di Scauro, che con la sua capacità di 80.000 spettatori mostrava la potenza dell'ingegneria all'epoca romana. Queste strutture, anche se meno conosciute, raccontano la storia di una società che si sforzava di meravigliare sia con la grandezza sia con l'ingegno pratico.
La lista viene completata dal sistema fognario di Roma, l'altare Keraton a Delo, le mura di Babilonia, il tempio di Zeus a Cizico e naturalmente il Colosseo.

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La stele di Rosetta, una chiave per accedere alla civiltà dell'antico Egitto

Geek   25.04.24  

Per secoli, gli studiosi si sono scervellati cercando di decifrare i geroglifici incisi sulle antiche rovine, tavolette e papiri egiziani. Ma solo nel 1799, una scoperta unica avrebbe finalmente aiutato a sbloccarne il significato. Era una pietra incisa con tre diversi testi: i geroglifici egizi, il demotico e il greco antico.
Franziska Naether, su TED-Ed ripercorre la storia delle stele di Rosetta, dal suo ritrovamento durante una spedizione militare francese in Egitto e alla suo attento e lungo studio sino alla deduzione di Jean-François Champollion che ha fornito una chiave fondamentale per comprendere la scrittura geroglifica e svelare i segreti dell'antico Egitto.

Il primo passo fu quello di decifrare il greco antico, che era già noto agli studiosi dell'epoca. Una volta compreso il significato delle porzioni greche del testo, che riportava un decreto in occasione del primo anniversario dell'incoronazione del faraone Tolomeo V Epifane, gli archeologi iniziarono a cercare corrispondenze tra il demotica e le parole greche equivalenti. Questo approccio, noto come metodo comparativo, ha consentito loro di identificare alcune parole e frasi chiave nei geroglifici, aprendo le porte alla traduzione e alla conoscenza approfondita della civiltà e della cultura egizia.

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Cosa c'è scritto sulla stele di Rosetta

Geek   09.12.22  

Tutti conoscono la stele di Rosetta e la sua fondamentale importanza per comprendere la lingua egizia, ma non tutti sanno qual era la sua funzione originale.
Ilona Regulski, curatrice della cultura scritta egiziana al British Museum di Londra, descrive le tre incisioni in demotico, geroglifico e greco e analizza il testo di questo decreto emesso nel 196 a.C. in onore del faraone Tolomeo V Epifane in occasione del primo anniversario della sua incoronazione.

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Il generale che guida l'Egitto

Res publica   20.08.13  

Il generale al-Sisi

Il ritratto del generale Abdel Fattah al-Sisi, vero uomo forte dell'Egitto dopo l'arresto del presidente Morsi, su Newsweek.

That Egypt has a new strongman is no longer in doubt. Since the Egyptian military ousted the democratically elected President Mohamed Morsi last month following protests across the country, posters of Egypt's de facto leader, Gen. Abdel Fattah al-Sisi, have become more ubiquitous on Cairo streets than Sphinx souvenirs. The head of the Army stares out from café walls and the windows of government buildings, the red and the gold of his uniform remaining bright, even as the features of his face fade under the relentless sun. "He is the one we can trust," read some of the posters. Others call him "the eagle of the Arabs."

It's a ubiquitous image--but an enigmatic one. More than a month after assuming power, al-Sisi remains as opaque as his dark glasses. In Egypt, he is often compared with the charismatic and ruthless leader of the 1950s and 1960s, Gamal Abdel Nasser, yet few people know anything about his family or background. He hardly ever talks to reporters, and his close friends and allies are reluctant to speak--begging off interview requests, or agreeing to talk, only to cancel later after checking with the general's staff.

But understanding al-Sisi is critical to understanding where Egypt is headed--especially after this week's bloodletting, which has seen his soldiers crack down on pro–Muslim Brotherhood demonstrators. And one place to begin is in Cairo's ancient Khan al-Khalili bazaar, in a shop called Al-Sisi, where finely crafted Egyptian boxes made of intricately inlaid mother-of-pearl grace the shelves.

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La dichiarazione del presidente Obama sulla situazione in Egitto

Res publica   04.07.13  

Il presidente Obama stretto tra due fuochi, l'appoggio ai manifestanti anti Morsi e la norma di legge che blocca gli aiuti a paesi terzi in caso di golpe militare, si è detto preoccupato per la situazione in Egitto auspicando il ritorno di un governo democratico.

As I have said since the Egyptian Revolution, the United States supports a set of core principles, including opposition to violence, protection of universal human rights, and reform that meets the legitimate aspirations of the people. The United States does not support particular individuals or political parties, but we are committed to the democratic process and respect for the rule of law. Since the current unrest in Egypt began, we have called on all parties to work together to address the legitimate grievances of the Egyptian people, in accordance with the democratic process, and without recourse to violence or the use of force.

[...] No transition to democracy comes without difficulty, but in the end it must stay true to the will of the people. An honest, capable and representative government is what ordinary Egyptians seek and what they deserve. The longstanding partnership between the United States and Egypt is based on shared interests and values, and we will continue to work with the Egyptian people to ensure that Egypt’s transition to democracy succeeds.

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Un colpo di stato può essere democratico?

Res publica   03.07.13  

Alla luce della situazione egiziana all'annuncio della deposizione del presidente Morsi, Foreign Policy si domanda se il colpo di stato militare in atto in Egitto conro un regime autoritario si possa definire democratico. Qualcosa di analogo a quanto accaduto in Portogallo durante la Rivoluzione dei garofani nel 1974.
Secondo Ozan Varol, professore alla Lewis & Clark Law School di Portland, ci sono sette requisiti perché possa essere definito tale.

(1) the coup is staged against an authoritarian or totalitarian regime; (2) the military responds to persistent popular opposition against that regime; (3) the authoritarian or totalitarian regime refuses to step down in response to the popular uprising; (4) the coup is staged by a military that is highly respected within the nation, ordinarily because of mandatory conscription; (5) the military stages the coup to overthrow the authoritarian or totalitarian regime; (6) the military facilitates free and fair elections within a short span of time; and (7) the coup ends with the transfer of power to democratically elected leaders.

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I cartellini rossi di piazza Tahrir

Res publica   30.06.13  

Manifestanti a piazza Tahrir

Cartellini rossi contro il presidente egiziano Morsi

Oppositori del presidente Morsi al Cairo

Oppositori del presidente Morsi

Donne manifestano contro il presidente Morsi

Oppositori del presidente Morsi in piazza Tahrir

Milioni di egiziani sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Morsi nell'anniversario della sua elezione. Migliaia di cartellini rossi sono stati sventolati in piazza Tahrir al Cairo a simboleggiare l'espulsione del governo egiziano.
Il bilancio degli scontri tra sostenitori e oppositori del presidente egiziano è di almeno 7 morti e più di 600 feriti.

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Mubarak ultimo atto

Res publica   02.06.12  

Sostenitori di Mubarak

L'ex raiss è stato riconoscuito colpevole della morte di 850 manifestanti durante la primavera araba e condannato all'ergastolo.
L'Egitto cerca di mettersi alle spalle 30 anni di regime con un processo che è un unicum nel mondo arabo a campagna elettorale per le presidenziali tuttora aperta.

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