Hyperland quando Douglas Adams immaginava il futuro di internet e l'avvento dell'intelligenza artificiale
Nel 1990, quando il personal computer era ancora lontano dall'essere uno strumento quotidiano per la maggior parte delle persone, lo scrittore Douglas Adams realizzò per la BBC Hyperland, un programma televisivo di circa cinquanta minuti che immaginava un nuovo modo di accedere alle informazioni. Più che una semplice trasmissione sul futuro della tecnologia, era un esperimento narrativo e una riflessione su come i computer avrebbero potuto trasformare il rapporto tra esseri umani, conoscenza e cultura.
La premessa era tipicamente adamsiana. Insoddisfatto della televisione tradizionale, passiva e lineare, Adams arriva a gettare il televisore fuori dalla finestra. A quel punto compare un agente intelligente interpretato da Tom Baker, famoso per aver impersonato il Quarto Dottore nella serie Doctor Who. Il personaggio promette di esaudire ogni sua richiesta, cercare materiali, collegare informazioni e lavorare instancabilmente al suo servizio. È una rappresentazione ironica, ma sorprendentemente riconoscibile, di quello che oggi chiameremmo un agente IA.
Il cuore di Hyperland è infatti l'idea di un universo informativo interconnesso, nel quale testi, immagini, suoni e filmati non sono contenuti isolati, ma elementi collegati attraverso percorsi che l’utente può scegliere liberamente. Al posto di una sequenza imposta da chi trasmette, emerge una navigazione personale, ogni informazione può diventare il punto di partenza per scoprirne un'altra. Le icone animate, definite micons, contrazione di moving icons, fungono da accessi a interviste e approfondimenti con figure che riflettevano sulle possibilità dell’ipertesto e dei nuovi media, tra cui Ted Nelson, uno dei pionieri di questa visione.
Il programma appartiene a una storia più ampia, che precede il Web. Ted Nelson aveva coniato già negli anni Sessanta la concezione dell'ipertesto come sistema di documenti collegati; Douglas Engelbart aveva mostrato nuove forme d'interazione con il computer; e il progetto Xanadu di Nelson immaginava una rete di documenti e riferimenti reciproci. Hyperland portava queste idee in televisione, rendendole comprensibili attraverso una dimostrazione narrativa. La sua intuizione fondamentale, l'informazione come spazio esplorabile e non come flusso da subire, si sarebbe rivelata decisiva.
La coincidenza storica più suggestiva riguarda Tim Berners-Lee. Mentre Hyperland andava in onda nel 1990, lo scienziato del CERN stava sviluppando il sistema che avrebbe dato origine al World Wide Web. La prima proposta, Information Management: A Proposal, risaliva al marzo 1989; nel 1990 Berners-Lee lavorò al primo browser-editor e al software del server Web, con il contributo del collega Robert Cailliau alla formalizzazione del progetto. Entro la fine di quell'anno esistevano già i primi componenti funzionanti. HTML, HTTP e URL sarebbero diventati elementi essenziali di un sistema destinato a collegare documenti su scala mondiale.
Il programma era un’esplorazione speculativa, non una previsione dettagliata del mercato tecnologico. Inoltre, alcune sue intuizioni hanno avuto un'evoluzione più complessa, l’accesso alle informazioni è diventato enormemente più semplice, ma la loro abbondanza rende spesso più difficile valutarne l'affidabilità. La rete ha abbattuto barriere alla pubblicazione e alla conoscenza, mentre ha creato nuove dipendenze da piattaforme commerciali e nuovi problemi di privacy e concentrazione del potere.
Il contrasto con il presente è forse la lezione più interessante di Hyperland. Adams aveva intuito il valore di un assistente capace di accompagnare l'utente attraverso una quantità sterminata di contenuti, ma immaginava questo servizio in un ambiente sostanzialmente orientato alla scoperta. Oggi disponiamo di strumenti molto più potenti, compresi sistemi di intelligenza artificiale capaci di rispondere in linguaggio naturale, sintetizzare documenti e generare contenuti. Tuttavia, la questione centrale non è soltanto ciò che la tecnologia può fare, è chi ne stabilisce gli obiettivi, quali interessi serve e quanto controllo conserva l'utente.

