Canzoni di regime
Nella lista delle 100 canzoni che il regime di Pechino ha vietato compaiono brani di Katy Perry, Madonna, Lady Gaga e Beyonce.
In Cina la rivoluzione partirà dai karaoke.
Nella lista delle 100 canzoni che il regime di Pechino ha vietato compaiono brani di Katy Perry, Madonna, Lady Gaga e Beyonce.
In Cina la rivoluzione partirà dai karaoke.
L'attuale ministro delle finanze Yoshihiko Noda è stato eletto alla guida del Partito democratico superando al ballottaggio per 215 voti a 177 Banri Kaieda, ministro dell'Economia, del Commercio e dell'Industria.
Domani, con uno scontato voto di fiducia al Parlamento, sarà il nuovo premier giapponese prendendo il posto del dimissionario Naoto Kan.
Lo aspetta il difficile compito di traghettare il paese fuori dalla crisi economica, rafforzando crescita e yen pur proseguendo nell'opera di ricostruzione post tsunami.
La lotta è finita, ci sono molti compiti da svolgere e serve unità dei Democratici: ricostruire il Paese nel post terremoto e crisi nucleare. Dobbiamo dare risposte al popolo che ci ha chiesto di governare.
Ora dobbiamo cominciare a governare, velocemente: è come se ci trovassimo a spingere su una collina una palla di neve mentre viene giù.
Ringrazio gli altri candidati per la compagna elettorale, molto breve, ma intensa: la lotta è finita e bisogna tornare a fare gruppo, altrimenti il nostro partito va a pezzi.
Eric Schmidt sulla controversa policy di Google+ che obbliga all'utilizzo di nomi reali.
NPR's Andy Carvin asked Schmidt how Google justifies its names policy when it could put people at risk.
"He replied by saying that G+ was build primarily as an identity service, so fundamentally, it depends on people using their real names if they’re going to build future products that leverage that information," Carvin wrote in a Google+ post. "Regarding people who are concerned about their safety, he said G+ is completely optional. No one is forcing you to use it. It's obvious for people at risk if they use their real names, they shouldn’t use G+."
C'è una città in Svezia che brucia rifiuti campani per produrre riscaldamento ed energia elettrica.
Gli abitanti di Halmstad grazie al termovalorizzatore risparmiano il 20% in bolletta e per questo vengono sovvenzionati dai salernitani.
I cittadini di Salerno - che si guardano bene dal costruirne uno, sia mai! - pagano 40 euro per ogni tonnellata trasportata (il primo lotto da smaltire è pari a 5.000 tonnellate), non ricevono benefici in bolletta e la provincia è agli ultimi posti nella classifica sulla qualità della vita stilata da Il Sole 24 Ore.
Vale la pena riportare il commento del tecnico Gunnar Svensson.
Credevo che gli italiani fossero piú furbi. Adesso ci pagano per liberarsi di un problema che li potrebbe invece fare ricchi se lo risolvessero in casa loro. Non dico che siano scemi, ma farebbero meglio ad informarsi sull'utilizzo dei rifiuti.
La foto, pubblicata da TMZ, scattata ad uno Steve Jobs deperito a 48 ore dal suo passo indietro in Apple è con tutta probabilità un falso.

Un caricamento più veloce, una risoluzione più elevata, una dimensione maggiore e uno sfondo trasparente. Ecco il nuovo esperimento di Facebook per reinterpretare le foto degli utenti in stile Google+.
Tra le tante qualità del social network di Mountain View c'è anche quella di spingere Facebook a cambiare in meglio.

Il sindaco di New York Bloomberg ha deciso l'evacuazione preventiva delle aree costiere di Battery Park a Lower Manhattan, Coney Island a Brooklyn e Far Rockawway nel Queens in attesa dell'arrivo dell'uragano Irene previsto per domenica.
New York Times e Washington Post aggiornano in liveblogging l'emergenza e ne seguono il percorso.
Oggi Irene si presenta così.

Il suo carattere è riservato e non alza mai la voce. Questo non gli impedisce di essere piuttosto duro con i dipendenti. «L'ho visto fare a pezzi persone», racconta un manager che non vuole essere citato. «Ti fa le domande a cui sa che non sei in grado di rispondere, e va avanti così a lungo. Non è divertente». «Ti fa dieci domande», conferma Steve Doil, un impiegato che ha lavorato nel gruppo operativo di Cook. «Se rispondi bene, te ne fa altre dieci. Se fai questo per un anno, inizia a fartene nove. Rispondi sbagliato a una, e diventano 20 e poi 30».
E' uno stacanovista, fa una ragione d'orgoglio di essere il primo ad arrivare in ufficio e l'ultimo ad andarsene. Alla Ibm si è offerto di lavorare il giorno di Natale e quello di capodanno. Si nutre, raccontano i suoi collaboratori, di barrette energetiche. In ufficio pare abbia una foto di Bob Dylan e una di Bob Kennedy. Ma la sua vera passione sembra sia per il squadra di calcio degli Auburn Tigers, di cui conserva gadget e cimeli.E' stato il deus ex machina di Steve Jobs sino a ieri.
Oggi Tim Cook è l'uomo giusto per guidare Apple potendo contare su professionisti e visionari del calibro di Jonathan Ive, Scott Forstall, Bob Mansfield, Philip Schiller e Jeff Williams.