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Quello che accade nel nostro cervello mentre sogniamo

Geek   17.10.26  

Il tema dei sogni è particolarmente interessante perché si colloca al confine tra neuroscienze, psicologia e creatività. Nel raccontarlo, è importante distinguere ciò che sappiamo dell'attività cerebrale durante il sonno dalle ipotesi ancora aperte sul significato e sulla funzione dei sogni: non esiste, infatti, una teoria unica capace di spiegarli tutti.
Ti è mai capitato di svegliarti dopo un sogno e pensare che non aveva alcun senso? Passare da un corridoio di casa a una città sconosciuta, incontrare una persona che non vediamo da anni o volare senza provare alcuna sorpresa sono esperienze comuni nel mondo onirico. La neuroscienza ci aiuta a comprendere perché i sogni possano apparire così assurdi: durante il sonno, il cervello non si spegne, ma attraversa stati di attività profondamente diversi da quelli della veglia.

Il fenomeno più noto è il sonno REM (Rapid Eye Movement), caratterizzato dai rapidi movimenti degli occhi, da un'attività cerebrale intensa e da una marcata riduzione del tono dei muscoli scheletrici. In questa fase, il cervello presenta alcuni schemi di attività simili a quelli della veglia, mentre il corpo rimane sostanzialmente immobile. Questa particolare condizione, talvolta definita sonno paradosso, impedisce normalmente che i movimenti immaginati nei sogni vengano eseguiti davvero. Non è però corretto dire che il cervello sia sempre più attivo che da svegli, l'attività varia a seconda delle regioni cerebrali e del parametro considerato.

Il sonno procede attraverso cicli che durano mediamente circa 90 minuti, alternando fasi non-REM e REM. La durata dei cicli può variare e, nel corso della notte, gli episodi REM tendono a diventare più lunghi. Contrariamente a quanto si pensava in passato, tuttavia, non sogniamo soltanto durante questa fase, esperienze oniriche possono verificarsi anche nel sonno non-REM, sebbene spesso presentino caratteristiche differenti. I sogni REM sono mediamente più vividi, ricchi di immagini, emotivamente intensi e organizzati in sequenze narrative; quelli non-REM possono essere più frammentari o simili a pensieri e ricordi.

Ma perché i sogni sono così strani? Una spiegazione riguarda il diverso equilibrio tra i sistemi cerebrali coinvolti nelle emozioni, nella memoria e nel controllo razionale. Come spiega Big Think, durante il sonno REM, alcune strutture legate alle emozioni e alla formazione delle esperienze possono essere particolarmente attive, mentre le regioni della corteccia prefrontale coinvolte in determinate forme di controllo esecutivo e valutazione critica possono funzionare in modo diverso rispetto alla veglia. Di conseguenza, accettiamo situazioni che da svegli giudicheremmo impossibili, senza necessariamente accorgerci delle contraddizioni. Il cervello costruisce una sorta di realtà alternativa, nella quale immagini, ricordi, sensazioni e associazioni possono combinarsi liberamente.

Questo non significa, però, che i sogni siano immagini casuali prive di qualsiasi relazione con la nostra vita. Una delle ipotesi più analizzate riguarda il rapporto tra sonno, memoria ed emozioni. Durante il riposo, il cervello contribuisce al consolidamento e alla riorganizzazione delle informazioni acquisite, integrando esperienze recenti con conoscenze precedenti. I sogni possono riflettere questo processo, rielaborando persone, luoghi e preoccupazioni. Non è ancora dimostrato che ogni sogno svolga una funzione specifica, né che il suo contenuto possa essere interpretato attraverso un dizionario universale di simboli: il ruolo preciso del sognare rimane una questione aperta.
Un altro filone di ricerca considera i sogni come un possibile spazio di simulazione emotiva. Incubi e situazioni minacciose potrebbero, secondo alcune teorie, consentirci di elaborare paure o di sperimentare scenari difficili senza affrontarne direttamente le conseguenze. Altri studiosi hanno proposto che il sogno contribuisca alla regolazione delle emozioni o alla riorganizzazione delle reti neurali. Sono ipotesi interessanti, ma non esiste una spiegazione unica e universalmente accettata: inoltre, gli effetti del sonno sulla memoria e sulle emozioni coinvolgono più fasi del riposo, non soltanto la REM.

Il rapporto tra sogni e creatività è altrettanto affascinante. Quando dormiamo, la mente può accostare elementi lontani tra loro e produrre combinazioni inattese. Questa libertà associativa potrebbe favorire, in determinate circostanze, nuove intuizioni e soluzioni originali. Il neuroscienziato Patrick McNamara ha esplorato, tra gli altri temi, la possibile relazione tra sonno REM, evoluzione umana e capacità creative. L'idea che il sogno abbia contribuito allo sviluppo della creatività nella nostra specie è suggestiva, ma va considerata un'ipotesi interpretativa, non un fatto definitivamente dimostrato. È comunque plausibile che il sonno, attraverso i suoi effetti sulla memoria e sull'elaborazione delle informazioni, possa influenzare il modo in cui affrontiamo i problemi da svegli.

Anche la difficoltà di ricordare i sogni è significativa. Possiamo vivere un'esperienza onirica intensa e perderne quasi completamente il ricordo nel giro di pochi minuti. Il richiamo dipende, tra le altre cose, dal momento del risveglio e dai processi cerebrali che permettono di trasformare un'esperienza in un ricordo stabile. Annotare subito ciò che ricordiamo, prima di dedicarci ad altre attività, può aiutare a conservare maggiori dettagli. Non è però necessario attribuire a ogni frammento un significato nascosto, talvolta un sogno è semplicemente un intreccio di immagini, emozioni e ricordi.

Studiare il sogno significa indagare una delle forme più enigmatiche della coscienza. Mentre il corpo riposa, il cervello continua a elaborare informazioni e a generare mondi interiori nei quali possiamo provare paura, gioia, nostalgia e meraviglia. Non sappiamo ancora con certezza perché sogniamo, ma sappiamo che il sonno è essenziale per numerose funzioni cognitive e fisiologiche. La mente umana è capace di costruire realtà complesse anche quando non siamo coscienti di come lo faccia.

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