La storia dell'umanità prima della storia
Per centinaia di migliaia di anni l'Homo sapiens aveva vissuto prevalentemente di caccia, pesca e raccolta. La fine dell'ultima glaciazione e i cambiamenti climatici favorirono, in alcune regioni, nuove strategie di sopravvivenza. 12.000 anni fa nella Mezzaluna Fertile gli esseri umani cominciarono a coltivare cereali e a domesticare animali. La cosiddetta rivoluzione neolitica si sviluppò nell'arco di millenni e con ritmi differenti da una regione all'altra.
La sedentarizzazione rese possibili nuovi modi di abitare e collaborare. Villaggi permanenti, abitazioni, depositi di cibo e spazi comuni testimoniano società sempre più organizzate. Ma sarebbe sbagliato immaginare che la religione sia nata soltanto dopo l'agricoltura o che le comunità abbiano seguito ovunque la medesima successione di tappe.
Grazie a nuove tecniche per il sequenziamento del DNA, la datazione dei sedimenti più antichi, modelli matematici e archeologia aerea e lidar, siamo ora in grado di avere un'idea più chiara di come appariva il mondo a quell'epoca.
I primi sistemi di scrittura pienamente sviluppati comparvero in Mesopotamia verso la fine del IV millennio a.C., inizialmente anche per registrare beni, quantità e transazioni. I segni impressi sull'argilla si trasformarono gradualmente in sistemi capaci di esprimere parole e suoni, segnando una svolta decisiva. Scrivere rese possibile conservare informazioni oltre i limiti della memoria individuale, amministrare territori, fissare leggi e trasmettere racconti e conoscenze. Quando gli studiosi sono riusciti a decifrare scritture antiche, come i geroglifici egizi e il cuneiforme, documenti rimasti incomprensibili per secoli hanno restituito voci, nomi e vicende di società scomparse.
Come ci ricorda Kurzgesagt è qui che si trova il confine convenzionale tra preistoria e storia, non nella comparsa dell'essere umano, né nella nascita della civiltà in senso ampio, ma nella disponibilità di testimonianze scritte che possano essere interpretate.
Ricostruire i millenni precedenti alla scrittura è particolarmente difficile. Gli archeologi devono interpretare resti di abitazioni, utensili, sepolture, pollini, semi, ossa e tracce di antichi paesaggi. Ogni scoperta può modificare le ipotesi precedenti.
