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I post con tag "Marte" archivio

Esplorare la superficie di Marte chilometro dopo chilometro

Geek   27.10.26  

Su Marte anche pochi metri possono rappresentare una conquista. Il terreno accidentato, le distanze, i ritardi nelle comunicazioni e la necessità di fermarsi frequentemente per analizzare rocce e campioni rendono la guida di un rover un esercizio di pazienza e precisione. Per questo il risultato raggiunto da Perseverance, atterrato sul pianeta rosso nel febbraio 2021, ha un significato particolare. Secondo i dati riportati dalla NASA, l'11 ottobre il suo contachilometri ha raggiunto 45,22 chilometri, superando il precedente primato di Opportunity.

Opportunity aveva esplorato Marte dal gennaio 2004 al giugno 2018, quando la NASA concluse la missione dopo che una violenta tempesta globale di polvere aveva interrotto i contatti. Il rover era stato progettato per operare per circa 90 sol, i giorni marziani, ma continuò a funzionare per quasi quindici anni terrestri. La sua longevità lo trasformò in uno dei più grandi successi dell'esplorazione planetaria robotica. Perseverance ha raggiunto il nuovo primato in circa cinque anni e mezzo, al suo 2.006º sol, un risultato che testimonia i progressi nella navigazione autonoma, nella pianificazione dei percorsi e nella gestione delle operazioni scientifiche.

La velocità massima di Perseverance può sembrare modesta, ma il rover non è un mezzo costruito per percorrere rapidamente grandi distanze. Ogni spostamento deve tenere conto di rocce, sabbia, pendenze e ostacoli che potrebbero danneggiare le ruote o compromettere la missione. Inoltre, Perseverance si ferma per fotografare il paesaggio, esaminare gli affioramenti rocciosi e utilizzare i suoi strumenti scientifici. Il tragitto è dunque anche una sequenza di decisioni, osservazioni e verifiche.
La mappa del suo percorso, osservata dall'alto, può ricordare quello di un segugio che esplora un luogo, avanza, devia, torna sui propri passi e si avvicina nuovamente ai punti che suscitano interesse. Una caratteristica essenziale dell'esplorazione scientifica. La strada più breve non è necessariamente quella più utile. Un affioramento roccioso può meritare una deviazione; una formazione geologica può richiedere ulteriori osservazioni; una zona promettente può giustificare il ritorno per raccogliere dati complementari.

La missione principale di Perseverance è studiare il cratere Jezero, un antico bacino che ospitava un lago alimentato da un sistema fluviale. Le rocce e i sedimenti della regione conservano indizi sulle condizioni ambientali del Marte primordiale e sulla possibilità che, miliardi di anni fa, il pianeta abbia offerto condizioni favorevoli alla vita microbica. Il rover raccoglie campioni di roccia e regolite, li sigilla in appositi contenitori e li prepara per una possibile futura missione di recupero e trasporto sulla Terra.

Se Opportunity dimostrò quanto a lungo potesse resistere un rover ben progettato; Perseverance unisce questa capacità di percorrenza a una dotazione scientifica più avanzata e a un programma di esplorazione sofisticato. Il primato ricorda che l'esplorazione spaziale non procede soltanto attraverso grandi salti tecnologici, ma avanza anche grazie a milioni di piccole operazioni, a ruote che superano ostacoli e a strumenti che trasformano una singola roccia in una nuova domanda scientifica. Talvolta per comprendere dove siamo dobbiamo prima fermarci, osservare e magari tornare indietro.

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Il flyby di Marte in un suggestivo time-lapse ripreso dalla sonda Psyche

Geek   24.07.26  

Ogni missione spaziale è un viaggio verso l'ignoto, ma anche un'occasione per osservare con occhi nuovi ciò che già conosciamo. È il caso della sonda Psyche della NASA che, durante il sorvolo di Marte del 15 maggio, a circa 4.500 chilometri dalla superficie, ha regalato immagini spettacolari del Pianeta Rosso. La sequenza, montata in un suggestivo time-lapse dal Jet Propulsion Laboratory, mostra l'avvicinamento e il successivo allontanamento della sonda, offrendo una prospettiva insolita di un mondo che, nonostante decenni di esplorazione, continua a sorprenderci.

Le fotografie sono state realizzate dalla camera multispettrale di bordo, progettata per studiare il vero obiettivo della missione: l'asteroide metallico 16 Psyche, che la sonda raggiungerà nel 2029. All'inizio del filmato Marte appare come una sottile falce illuminata dal Sole, avvolta dalla delicata foschia della sua atmosfera. Man mano che la distanza diminuisce, emergono dettagli sempre più nitidi: la calotta polare australe, il grande cratere Huygens con la sua caratteristica struttura ad anelli e vaste pianure segnate da miliardi di anni di impatti ed erosione eolica.

Questo sorvolo ravvicinato non aveva soltanto uno scopo spettacolare. Il flyby è servito infatti ad aumentare la velocità della sonda grazie all'assistenza gravitazionale del pianeta, correggendo la traiettoria verso la fascia principale degli asteroidi. Allo stesso tempo ha rappresentato una preziosa prova generale per tutti gli strumenti scientifici di bordo. La fotocamera ha dimostrato la propria sensibilità, riuscendo persino a individuare le piccole lune marziane, Phobos e Deimos.

Lanciata nell'ottobre del 2023, Psyche ha una destinazione unica nel panorama dell'esplorazione planetaria. L'asteroide 16 Psyche è ritenuto da molti ricercatori il possibile nucleo metallico esposto di un antico protopianeta, un frammento sopravvissuto alle violente collisioni che, oltre quattro miliardi e mezzo di anni fa, plasmarono il sistema Solare. Studiarlo significa osservare direttamente il materiale che potrebbe costituire il cuore dei pianeti rocciosi, Terra compresa.

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L'evoluzione dell'atmosfera marziana

Geek   18.11.25  

Miliardi di anni fa il cielo di Marte era molto più simile al nostro. Le immagini attuali, però, rivelano tramonti con tinte azzurre, dove ci aspetteremmo caldi toni arancioni e rossi.
Joe Hanson, su PBS Be Smart, esplora l'evoluzione dell'atmosfera marziana e i colori del suo cielo, rivelando che la spiegazione di questo profilo cromatico unico del Pianeta Rosso è legata a processi di scattering della luce diversi legati alla scomparsa del campo magnetico e a piccole particelle di ruggine in sospensione.

Attraverso l'esplorazione dei concetti di scattering di Rayleigh (il motivo per cui il cielo terrestre appare blu) e di scattering di Mie (il motivo per cui i tramonti marziani sono azzurri), Hanson analizza anche magnetosfera, l'ossido di ferro, il vento solare e le scoperto effettuate dai rover, come Perseverance.
Il colore del cielo non è solo una curiosità astronomica, ma il suo studio potrebbe portare a una maggiore comprensione sulla possibilità che Marte in passato abbia ospitato forme di vita microbiche.

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Mars Express 20 anni dopo

Geek   31.12.23  
La missione Mars Express dell'ESA
La missione Mars Express dell'ESA

L'ESA celebra l'anniversario della sonda Mars Express, lanciata nel 2003.
In questi decenni Mars Express ha mappato la superficie di Marte, identificando i suoi minerali, analizzando la composizione e la circolazione della sua sottile atmosfera, ha esplorato il suo sottosuolo e studiato come diversi fenomeni interagiscono nell'ambiente marziano.

La fotocamera principale della sonda, l'HRSC, ha rivelato moltissime caratteristiche diverse presenti sulla superficie marziana. Le sue immagini mostrano creste e solchi scolpiti dal vento, voragini sulle pendici di imponenti vulcani, crateri d'impatto, faglie tettoniche, canali fluviali e antiche pozze di lava.
Questa missione è stata incredibilmente produttiva nel corso dei suoi due decenni di attività, fornendo una comprensione molto più completa e accurata del nostro vicino planetario rispetto a quanto mai raggiunto in precedenza.

In principio si prevedeva che la missione durasse un solo anno marziano, ovvero circa 687 giorni terrestri, ma ha continuato a soddisfare e superare i suoi obiettivi. Poiché la missione è stata estesa fino almeno alla fine del 2026, possiamo aspettarci molte altre sorprese nei prossimi anni.

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Il cratere Aram Chaos su Marte

Geek   16.08.23  

L'Aram Chaos è uno dei numerosi crateri presenti sulla superficie di Marte, ma ciò che lo rende particolarmente affascinante è la sua topografia unica e la storia geologica che cela.
Le immagini, riprese dalla telecamera HiRISE a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter ed elaborate attraverso bande cromatiche per evidenziare meglio la struttura e la geologia rispetto ai colori naturali, ci mostrano un paesaggio accidentato, segnato da creste e depressioni profonde, che testimoniano l'antico impatto che ha dato origine a questo cratere.

Attraverso questi filtro di colore, possiamo percepire i differenti tipi di rocce presenti nell'area circostante. Il blu intenso, che spesso compare nel video, indica la presenza di basalto, una roccia vulcanica ricca di minerali come il ferro e il magnesio. Questo suggerisce che la zona circostante ad Aram Chaos potrebbe essere stata influenzata da attività vulcanica passata.
Strumenti di questo tipo offrono l'opportunità ai ricercatori di esplorare la superficie di Marte in modo più dettagliato per comprendere la storia geologica del pianeta rosso e per cercare eventuali tracce di vita passata.

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La curiosa storia della toponomastica marziana

Geek   26.06.23  

Le mappe marziane sono piene di nomi che riconducono a luoghi sulla Terra, esploratori e persino personaggi dei cartoni animati.
Il rover Perseverance della NASA sta attualmente investigando affioramenti rocciosi lungo il bordo della Belva Crater di Marte. A circa 3.700 chilometri di distanza, l'altro rover della NASA, Curiosity, ha recentemente prelevato un campione in una località chiamata "Ubajara". Il cratere ha un nome ufficiale, mentre la posizione della perforazione è identificata da un soprannome, quindi indicato tra virgolette.
Entrambi i nomi fanno parte delle migliaia applicati dalle missioni NASA non solo a crateri e colline, ma anche ad ogni masso, ciottolo e superficie rocciosa che viene studiato per aiutare i team a tenere traccia di ciò che scoprono ogni giorno.

Ma come vengono scelti questi nomi dagli scienziati?
La NASA spiega come la differenza tra un nome ufficiale su Marte e uno non ufficiale è apparentemente semplice: i nomi ufficiali sono stati approvati dall'Unione Astronomica Internazionale (IAU). L'IAU stabilisce gli standard per la denominazione delle caratteristiche planetarie e registra i nomi nel Gazetteer of Planetary Nomenclature.
Ad esempio, i crateri più grandi di 60 chilometri vengono denominati in onore di famosi scienziati o autori di fantascienza; i crateri più piccoli prendono il nome da città con una popolazione inferiore a 100.000 persone. La Jezero Crater, che Perseverance sta esplorando, condivide il nome con una città bosniaca; Belva, un cratere da impatto all'interno di Jezero, prende il nome da una città della Virginia Occidentale che a sua volta prende il nome da Belva Lockwood, la suffragista candidata alla presidenza nel 1884 e nel 1888.

Più di 2.000 luoghi su Marte hanno nomi ufficiali, ma ancora più soprannomi non ufficiali puntellano la mappa marziana.
Le prime missioni su Marte a volte utilizzavano soprannomi curiosi, come per esempio i nomi di personaggi dei cartoni animati. "Yogi Rock", "Casper" e "Scooby-Doo" erano tra i nomi non ufficiali applicati dal team che seguiva il primo rover della NASA, il Sojourner, alla fine degli anni '90.
La filosofia è cambiata con i rover Spirit e Opportunity, i cui team hanno iniziato a utilizzare nomi più razionali. Ad esempio, il team Opportunity ha soprannominato un cratere "Endurance" in onore della nave che portò l'infelice spedizione dell'esploratore Ernest Shackleton in Antartide. I nomi dei luoghi in cui sono atterrati Curiosity e Perseverance onorano rispettivamente i narratori di fantascienza Ray Bradbury e Octavia E. Butler. Il team InSight ha chiamato una roccia che era stata scossa dai retrorazzi del lander durante l'atterraggio "Rolling Stones Rock", in onore della band. E il team di Curiosity ha chiamato una collina marziana in onore del loro collega Rafael Navarro-González, morto per complicazioni da COVID-19.
Tuttavia, le missioni Curiosity e Perseverance si attengono ai soprannomi basati su luoghi terrestri. Prima che Curiosity atterrasse nel 2012, il team del rover creò una mappa geologica dell'area di atterraggio. Iniziarono disegnando una griglia, creando quadranti equivalenti a circa 1,2 chilometri su ciascun lato, ognuno con un nome riferito a un sito di rilevanza geologica sulla Terra.
Una volta scelto un tema, vengono compilati centinaia di nomi che si adattano a quel tema. Ne sono necessari molti perché i nomi disponibili possono scarseggiare rapidamente, considerando che Curiosity potrebbe rimanere in un quadrante per diversi mesi.
Per Perseverance, gli scienziati hanno scelto di optare per i temi dei parchi nazionali. Il rover sta ora esplorando il quadrante delle Montagne Rocciose e ha recentemente perforato le rocce in una posizione che porta il soprannome di "Powell Peak" del Rocky Mountain National Park.

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L'esplorazione di un antico delta fluviale marziano

Geek   17.09.22  

Il rover Perseverance della NASA sta esplorando l'area chiamata cratere Jezero su Marte, dove miliardi di anni fa scorreva un imponente fiume, un luogo ideale per ricostruire con precisione la geocronologia della regione e rivelare la presenza di molecole organiche per potenziali firme biologiche di antiche forme di vita.

Rachel Kronyak, un membro del team delle operazioni scientifiche di Perseverance, guida lo spettatore attraverso questo panorama marziano e le sue intriganti rocce sedimentarie. È la vista più dettagliata mai restituita dalla superficie marziana, composta da 2,5 miliardi di pixel e generata da 1.118 singole immagini Mastcam-Z. Quelle immagini sono state acquisite il 12, 13, 16, 17 e 20 giugno 2022 (il 466°, 467°, 470°, 471° e 474° giorno marziano, o sol, della missione di Perseverance).

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La via per la colonizzazione dello spazio

Geek   03.09.22  

Robert Curbeam, intervistato da Big Think, esamina come la colonizzazione della Luna e di Marte, e nel futuro dello spazio, passi attraverso la capacità di rendere questi avamposti autosufficienti.
Avere l'intenzione di fondare colonie permanenti nel sistema Solare significa imparare a utilizzare al meglio le risorse che troveremo liberandoci il più possibile dal cordone ombelicale che ci lega alla Terra. Una transizione non soltanto tecnologica.

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Dune ghiacciate su Marte

Geek   28.04.22  

Queste dune ghiacciate sulla superficie marziana, nel montaggio video di Seán Doran, sono state riprese dalla fotocamera HiRISE a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter, la sonda progettata dalla NASA per studiare la geologia e il clima di Marte, fornire un'accurata ricognizione per futuri siti di atterraggio, attraverso immagini stereoscopiche e informazioni topografiche, e trasmettere i dati delle missioni presenti in superficie sulla Terra.
HiRISE dispone di tre diversi sensori CCD per scattare immagini nelle bande del rosso, del verde e del blu e dell'infrarosso. Le immagini in falsi colori sono estremamente preziose perché esaltano le differenze nella composizione geologica della superficie.

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Un'eclissi solare su Marte

Geek   24.04.22  

Il rover Perseverance della NASA ha registrato il veloce transito (appena 40 secondi) di Phobos davanti al Sole, avvenuto il 2 aprile.
Sebbene i rover marziani siano in grado di immortalare eclissi sino dal 2004, questo è il primo con un'alta risoluzione e a colori.

Phobos è il più grande e il più interno dei due satelliti naturali di Marte, con un diametro di circa 22 km; sorge a ovest e tramonta a est.
Orbita a meno di 6.000 km dalla superficie in appena 7 ore e 39 minuti. Questa particolarità lo rende il satellite naturale più vicino al proprio pianeta nel sistema Solare. La sua orbita è così rapida che ne completa tre nel tempo che Marte impiega a ruotare su sé stesso.

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