L'Ordine Europeo al Merito
L'istituzione dell'Ordine Europeo al Merito rappresenta un passaggio altamente simbolico nella storia dell'integrazione europea. Creato nel 75° anniversario della Dichiarazione Schuman, questo riconoscimento intende celebrare coloro che hanno contribuito in modo significativo alla costruzione dell'Europa contemporanea e alla difesa dei valori sanciti dai trattati dell'Unione: pace, democrazia, stato di diritto, dignità umana e solidarietà. È la prima onorificenza di questo tipo concessa direttamente da un'istituzione europea e rappresenta il riconoscimento simbolico alla cittadinanza culturale comune.
L'idea alla base dell'Ordine è profondamente legata alla visione dei padri fondatori dell'Europa unita. Quando Robert Schuman propose nel 1950 la creazione di una Comunità europea del carbone e dell'acciaio, l'obiettivo non era soltanto economico, bensì si trattava di costruire un continente così interdipendente da rendere impossibile una nuova guerra. A distanza di oltre settant'anni, l'Ordine Europeo al Merito nasce per ricordare che l'Europa è un processo continuo di costruzione politica, culturale e civile.
La struttura stessa dell'onorificenza richiama le grandi tradizioni cavalleresche europee, ma reinterpretate in chiave democratica e sovranazionale. I tre livelli, membro dell'Ordine
membro onorevole dell'Ordine e membro insigne dell'Ordine, non premiano appartenenze aristocratiche o militari, bensì il contributo alla cooperazione tra popoli europei e alla difesa dei valori comuni. La selezione dei candidati, affidata a una commissione composta da figure istituzionali ed eminenti personalità europee, sottolinea il carattere collettivo e transnazionale dell'iniziativa.
Particolarmente significativa è la scelta dei primi insigniti nel 2025 e celebrati ufficialmente nel 2026 presso il Parlamento europeo di Strasburgo. Tra i membri insigni e onorevoli dell'Ordine figurano personalità come Lech Walesa, Maia Sandu, Volodymyr Zelensky e Pietro Parolin, figure che incarnano momenti cruciali della storia europea contemporanea come la lotta contro il totalitarismo sovietico, la difesa della sovranità democratica contro un neo imperialismo dittatoriale e la ricerca della pace.
Ma l'Ordine non guarda soltanto alla politica istituzionale. Tra i membri compaiono anche artisti, attivisti, sportivi e operatori umanitari e attivisti dei diritti umani come Paul David Hewson, in arte Bono, Sandra Lejniece e Marc Gjidara tra gli altri. Questa scelta riflette una concezione ampia dell'identità europea. Non soltanto un'unione di Stati, ma una rete di esperienze culturali, sociali e civili capaci di incidere concretamente sulla vita delle persone.
L'Ordine Europeo al Merito assume un significato particolare nel contesto geopolitico contemporaneo. In un'epoca segnata da polarizzazioni, crisi democratiche e tensioni internazionali, l'Unione Europea riafferma la propria identità morale e politica attraverso il riconoscimento pubblico di chi difende cooperazione, diritti umani e solidarietà internazionale. Le parole pronunciate dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola durante la cerimonia inaugurale sintetizzano bene questa prospettiva.
L'Europa non è stata consegnata alle nuove generazioni, ma costruita attraverso crisi, compromessi e scelte collettive.
In questo senso, l'Ordine Europeo al Merito diventa un racconto simbolico dell'Europa stessa. Un continente che celebra la propria civiltà e identità, trasformando differenze storiche e culturali in un progetto condiviso.
L'Ordine ci ricorda infine la costruzione europea non dipende esclusivamente dalle istituzioni, ma anche dall'impegno di individui capaci di tradurre valori astratti in azioni concrete. L'Europa esiste davvero soltanto nella misura in cui le persone continuano a scegliere di costruirla, difenderla e immaginarla collettivamente.






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