Tutti i computer protagonisti di Jurassic Park

Quando Jurassic Park uscì nelle sale, nel 1993, il pubblico rimase affascinato dagli effetti speciali rivoluzionari per ricreare quei dinosauri così fotorealistici. Eppure, a distanza di oltre trent'anni, il film rappresenta anche una straordinaria testimonianza della cultura informatica dei primi anni Novanta. Rivederlo oggi significa compiere un viaggio nel passato dell'informatica, osservando workstation, sistemi operativi, monitor, codici di programmazione e software che all'epoca incarnavano il futuro.
La tecnologia in Jurassic Park non è infatti un semplice elemento scenografico, è parte integrante della narrazione. L'intero parco di Isla Nublar è gestito da una sofisticata rete di computer che controlla recinzioni elettrificate, sistemi di sicurezza, laboratori genetici e infrastrutture. È proprio il sabotaggio informatico compiuto da Dennis Nedry a trasformare un'ambiziosa meraviglia scientifica in un incubo, dimostrando come il punto debole di un sistema altamente automatizzato possa sempre essere il fattore umano.
Fabien Sanglard ha riguardato la pellicola per cogliere ogni pezzo di hardware e analizzare ogni frammento di codice. Uno degli aspetti più interessanti è l'attenzione con cui la produzione selezionò l'hardware da mostrare sullo schermo. Nei laboratori della InGen compaiono workstation Silicon Graphics (SGI), autentici simboli dell'informatica professionale dell'epoca. I computer realmente utilizzati dagli studios per gli effetti speciali in CGI che avrebbe rivoluzionato Hollywood. In un curioso gioco di specchi, le stesse macchine impiegate per generare i dinosauri digitali venivano mostrate nel film come strumenti della finzione scientifica.
Accanto alle SGI appaiono Apple Macintosh, terminale e l'onnipresente Unix che restituiscono fedelmente l'estetica tecnologica dei primi anni Novanta. Anche i monitor, le tastiere, i dischi rigidi e le interfacce grafiche sono ricostruiti con notevole accuratezza, offrendo oggi una preziosa fotografia dell'era pre-Internet di massa.
Tra le sequenze più celebri figura quella in cui Lex Murphy utilizza un sistema Unix per riattivare i controlli del parco. La scena è diventata iconica anche per l'impiego di un clone fsn (È un sistema Unix, io lo conosco!), un file manager tridimensionale sviluppato per le workstation SGI IRIX e successivamente reso celebre come ispirazione del progetto open source fsv. Per molti spettatori quell'interfaccia sembrò pura fantasia cinematografica, mentre era realmente esistente.
Oggi i computer presenti nel film sono autentici pezzi da museo, ma continuano a esercitare un fascino particolare sugli appassionati di retrocomputing. Le workstation Silicon Graphics, i CM-5, i PLI MiniArray, i Macintosh Quadra e Powerbook, il codice Pascal e i software utilizzati rappresentano un momento irripetibile della storia dell'informatica, quando la potenza di calcolo stava iniziando a trasformare non solo la ricerca scientifica, ma anche il cinema, il design e l'animazione digitale.
Riguardare Jurassic Park con un occhio attento alla tecnologia significa scoprire un'opera che ha saputo raccontare il rapporto tra uomo e macchina con sorprendente lungimiranza.
