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I post con tag "Salvador Dali" archivio

In che modo Un Chien Andalou doveva destabilizzare, rompere le abitudini e liberare il cinema dalle regole della razionalità e della convenzione

Multimedia   04.05.26  

Quando si parla di immagini davvero disturbanti nella storia del cinema, poche hanno mantenuto intatta la propria forza quanto la celebre scena dell'occhio tagliato in Un Chien Andalou, realizzato da Luis Buñuel e Salvador Dalí. A quasi un secolo dalla sua uscita, quel gesto continua a suscitare disagio non tanto per la sua violenza esplicita, quanto per il contesto mentale ed emotivo in cui viene inserito.
Dal punto di vista materiale, l'atto in sé non è straordinario: il taglio riguarda l'occhio di un animale morto, una pratica che potrebbe persino ricordare certe dimostrazioni scolastiche di anatomia. Ma il cinema non vive di semplici azioni isolate. La sua forza nasce dalla costruzione dell'attesa, dall'associazione di immagini e dalla capacità di trascinare lo spettatore dentro una logica percettiva. Buñuel prepara il momento con precisione quasi rituale: l'affilatura del rasoio, la luna attraversata da una nuvola sottile, il volto immobile dell'attrice Simone Mareuil. Quando il montaggio sostituisce il suo occhio con quello del vitello, la mente dello spettatore completa automaticamente l'illusione.

È proprio qui che emerge la radicalità del surrealismo cinematografico. Un Chien Andalou non cerca una narrazione coerente né simboli interpretabili secondo schemi razionali. Al contrario, Buñuel e Dalí volevano sabotare ogni tentativo di attribuire significati ordinati alle immagini. Il film procede come un sogno disturbante, dove associazioni impossibili e visioni grottesche si susseguono senza spiegazione: mani mozzate, animali in decomposizione, sacerdoti trascinati al suolo, trasformazioni improvvise del corpo umano.
Come analizza Nerdwriter, questa distruzione deliberata della logica narrativa rappresentava una sfida diretta al cinema tradizionale dell'epoca, ancora fortemente influenzato dalla struttura del romanzo ottocentesco e da una concezione morale e lineare del racconto. Per Buñuel, il cinema doveva liberarsi da quei vincoli ed esplorare l'inconscio, il desiderio, il perturbante. Ma tale liberazione non poteva essere rassicurante: doveva destabilizzare, rompere le abitudini percettive dello spettatore e costringerlo a confrontarsi con immagini prive di conforto.
Il fatto che Un Chien Andalou continui ancora oggi a turbare dimostra quanto quella rivoluzione estetica fosse profonda. Molto cinema contemporaneo, pur ricco di effetti e provocazioni, resta ancorato a strutture narrative familiari e prevedibili. Buñuel e Dalí, invece, cercavano qualcosa di più radicale: non semplicemente scioccare il pubblico, ma liberare il cinema stesso dalle regole della razionalità e della convenzione.

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La persistenza della memoria e il subconscio di Dalí

Wow   29.01.22  

Il dipinto La persistenza della memoria, di Salvador Dalí, sotto la lente d'ingrandimento di Great Art Explained che spiega come l'influenza delle teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud abbiano giocato un ruolo nella realizzazione dell'opera.
La fluidità della memoria, dei sogni e del tempo, rappresentata dagli orologi molli che si sciolgono, e l'ulivo senza foglie e gli insetti mostrano attraverso la visione onirica del surrealismo le insicurezze e le ossessioni per la morte e la decadenza che albergano nel subconscio di Dalí.

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I tarocchi di Salvador Dalí

Wow   14.11.19  
I tarocchi di Salvador Dalí
I tarocchi di Salvador Dalí

Nel 1973 Albert R. Broccoli, produtore cinematografico del franchise di James Bond, contattò Salvador Dalí per commissionargli un mazzo unico di tarocchi, oggetto di scena per il film Agente 007 Vivi e lascia morire.
Dalí completò il lavoro, ma divergenze di budget impedirono al mazzo d'autore di fare la sua comparsa sul grande schermo. Il mazzo di tarocchi fu venduto in edizione limitata nel 1984.

Oggi l'editore Taschen ha deciso di riproporre una nuova edizione limitata di questa opera d'arte in cui Dalí si presenta come il Mago e sua moglie Gala è ritratta come l'Imperatrice. Il set, che comprende le 78 carte e un libro illustrato che ne racconta la genesi, è racchiuso in una scatola personalizzata rifinita in oro.

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