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I post con tag "Pubblicita" archivio

Il Mac mini M6 di Apple prende vita nel nuovo spot girato in claymation

Geek   02.09.26  

C'è qualcosa di sorprendentemente affascinante nel vedere un oggetto tecnologico trasformarsi in un personaggio attraverso la materia, le mani e il tempo. È il principio alla base dello spot artigianale realizzato dal regista Nicos Livesey per il nuovo Mac mini M6 di Apple, nel quale la potenza del computer viene raccontata attraverso una tecnica antica e paziente: la claymation, l'animazione a passo uno con pupazzi e scenografie modellati in plastilina.
Gli animatori Justin Rasch di Stunt Puppet Pictures e Scott DaRos di Threadwood hanno contribuito a dare vita a questo piccolo universo costruendo e dipingendo manualmente personaggi e oggetti, per poi modificarne impercettibilmente la posizione e fotografarli fotogramma dopo fotogramma. Il Mac mini diventa così, metaforicamente, un culturista, un'auto da corsa e un razzo, tre incarnazioni della forza, della velocità e della capacità di spingersi oltre i propri limiti.

La scelta della stop-motion è particolarmente interessante perché crea un cortocircuito tra due mondi apparentemente opposti. Da una parte c'è il computer moderno, simbolo di miniaturizzazione, automazione e intelligenza artificiale; dall'altra c'è la plastilina, materiale primordiale, malleabile e imperfetto, che conserva le tracce delle dita dell'animatore. La tecnologia più avanzata viene dunque rappresentata attraverso una delle forme più fisiche e artigianali dell'animazione.
La stop-motion possiede inoltre una qualità che l'animazione digitale tende spesso a nascondere, la fatica del gesto. Ogni movimento è il risultato di una sequenza di interventi manuali. Anche il messaggio pubblicitario acquista così una dimensione narrativa. Le prestazioni dichiarate del nuovo Mac mini, maggiore velocità della CPU e della grafica, accelerazione delle funzioni di intelligenza artificiale e maggiore rapidità dello storage, vengono tradotte in metafore visive immediate. Non è necessario spiegare tecnicamente la potenza del processore, basta trasformare il computer in qualcosa che corre, vola o solleva pesi.

L'attenzione di Apple per ogni dettaglio. È un'affermazione estetica e di principio.

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Think Different quando un errore è diventato la filosofia di Apple

Wow   09.08.26  

Poche campagne pubblicitarie hanno avuto un rapporto così stretto con l'identità di un'azienda quanto Think Different, lo slogan lanciato da Apple nel 1997. Più che una semplice frase promozionale, quelle due parole divennero la sintesi di una nuova idea di Apple, anticonformista, creativa, curiosa e disposta a mettere in discussione le regole.
Il contesto era tutt'altro che favorevole. Apple attraversava una delle fasi più difficili della propria storia, con una linea di prodotti confusa e una posizione sempre più fragile nel mercato dei personal computer. Il ritorno di Steve Jobs segnò una svolta anche nella comunicazione. Prima ancora di vendere un nuovo computer, Apple aveva bisogno di ricordare al pubblico perché avrebbe dovuto desiderare di possederne uno.

La campagna Think Different rispose proprio a questa esigenza. Il suo elemento più celebre fu lo spot Here's to the Crazy Ones, costruito attorno a immagini in bianco e nero di personaggi che avevano cambiato il mondo. Apple non mostrava i propri prodotti, mostrava le persone capaci di vedere il mondo in modo diverso.

È qui che la scelta linguistica diventa particolarmente interessante. Come ci ricorda The Art Of Storytelling, secondo la grammatica tradizionale ci si saremmo aspettati un avverbio: differently. Think different sembra invece grammaticalmente scorretto, quasi una provocazione. Proprio questa apparente anomalia contribuiva però alla forza dello slogan.
La frase non suonava come una normale istruzione pubblicitaria. Era breve, insolita e immediatamente riconoscibile. La sua imperfezione diventava una dichiarazione di indipendenza dalle convenzioni.

Il successo di quella campagna non può essere attribuito soltanto a un gioco grammaticale. Il suo vero merito fu aver trasformato Apple da produttore di computer in un simbolo culturale. Il Macintosh non veniva presentato solo come una macchina più potente o più elegante, ma diventava lo strumento attraverso il quale persone creative, visionarie e anticonformiste potevano esprimersi.
È una distinzione fondamentale nella comunicazione pubblicitaria. Un prodotto può essere descritto attraverso le sue caratteristiche; un marchio, invece, deve raccontare chi siamo quando scegliamo quel prodotto. Think Different era un manifesto identitario. Non diceva che il Mac fosse migliore in termini tecnici. Diceva qualcosa di molto più ambizioso; se sei una persona che pensa diversamente, Apple è il luogo a cui appartieni.

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Wes Anderson per Montblanc

Multimedia   30.06.25  

Wes Anderson ha intrapreso una nuova avventura nel mondo della moda e del design, dirigendo una campagna pubblicitaria per il marchio Montblanc, ma non si è fermato qui; ha anche creato anche il design di sua concezione per una penna battezzata Schreiberling, che in tedesco significa scribacchino.
Questa penna esclusiva è venduta in edizione limitata di 1.969 pezzi, un chiaro riferimento all’anno della nascita di Anderson, che aggiunge un tocco personale e nostalgico al progetto. Il design della Schreiberling riflette l'estetica caratteristica di Anderson, con dettagli curati e un’attenzione maniacale per la forma e la funzionalità.

L'incontro tra il mondo del cinema e quello del design di lusso non è sorprendente, come abbiamo avuto modo di scoprire di recente da Ridley Scott a David Lynch, e questa pubblicità non fa eccezione.
Tutta la cinematografia e la narrazione di Anderson si respira in questo spot nel quale viene celebrata Montblanc e l'arte della scrittura, invitando gli appassionati a esplorare la bellezza degli oggetti di alta qualità.

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Le pubblicità di Ridley Scott uno sguardo critico alla creatività visionaria

Multimedia   26.06.25  

Uno degli spot più iconici è quello per il Macintosh, presentato durante il Super Bowl, in cui un'atleta distrugge un dittatore sullo stile di 1984, il romanzo distopico di George Orwell. Questo lavoro ha consolidato la reputazione di Scott come visionario, ma è facile dimenticare che le sue origini sono legate a pubblicità più tradizionali, come quelle per il pane Hovis e i pasticcini McDougall.
Nel 1999 una pubblicità dell'operatore telefonico Orange, diretto da Ridley Scott, proclamava: Nel futuro, l'e-mail renderà la parola scritta obsoleta. Questa visione futuristica, caratterizzata da ironia, riflette le aspettative di un'epoca che profetizzava una realtà dominata dalla tecnologia. Con il passare degli anni, possiamo osservare quanto queste previsioni si siano rivelate sia affascinanti sia inquietanti; una caratteristica tipica del lavoro di Scott, noto per il suo stile visivamente dirompente.

Shot, Drawn & Cut ha raccolto le pubblicità di Ridley Scott per raccontare la transizione creativa del regista. Questi elementi si riflettono in ogni sua opera, rendendolo un narratore perfetto nel mondo della pubblicità.
Quello che non manca mai è il suo distintivo tocco cinematografico; in questo ampio spettro di temi Scott evidenzia la sua capacità di mescolare nostalgia e avanguardia, creando narrazioni che risuonano con le emozioni del pubblico.

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La Linea di Cavandoli un classico dell'animazione italiana

Multimedia   01.06.25  

La Linea è comparsa per la prima volta in Italia negli anni '70, diventando rapidamente un cult internazionale. Creata dal cartoonist Osvaldo Cavandoli, questa serie di 90 episodi segue le avventure di un personaggio che vive e dialoga in grammelot, di solito lamentandosi, con il disegnatore fuori campo mentre incontra sul suo cammino percorsi sorprendenti e ostacoli pericolosi.

La Linea si distingue per il suo stile minimalista, dove la definizione degli oggetti attraverso linee e spazi e i fondali colorati che mutano in base agli stati d'animo, creano una narrazione brillante e inventiva, condita con un'umorismo senza tempo.

A partire dagli anni ottanta La Linea è stato testimonial, oltre che di Lagostina nell'iconico Carosello, anche di numerosi clienti in tutto il mondo.
Gli sketch sono disponibili sul canale YouTube de La Linea.

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Le pubblicità di David Lynch

Multimedia   27.03.25  

Alcuni registi iniziano la loro carriera nel mondo della pubblicità, affinando le proprie abilità in attesa di realizzare progetti personali. Altri, come David Lynch, seguono un percorso opposto, manifestando la loro visione distintiva prima di ricevere offerte da aziende desiderose di sfruttare il loro successo culturale.

Lynch ha lavorato per marchi di grande prestigio, iniziando con Calvin Klein. I suoi spot per la fragranza Obsession si ispirano ai classici della letteratura, mentre qualche anno dopo ha diretto una mini-stagione umoristica di Twin Peaks per promuovere il caffè Georgia in Giappone. No dimentichiamoci di Alka-Seltzer e di uno spot Barilla dal così marcato sapore felliniano.
Anche il Dipartimento di Igiene di New York ha cercato la sua collaborazione per una campagna anti-spazzatura, desideroso di catturare l'atmosfera inquietante e totalmente lynchiana di un'invasione di topi.

Un fan di Lynch ha raccolto una mezz'ora di questi spot pubblicitari. Un gustoso mashup per veri appassionati di Lynch.

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Il MacBook negli anime, gli anime col MacBook

Res publica   11.03.20  

Dietro il Mac è il nuovo spot di Apple Japan che mostra alcuni MacBook entrare in scena in anime come Your Name, Weathering With You, Mr. Osomatsu e The Wonderland, seppure con l'iconico logo della mela morsica spesso sostituito da parodistiche pere, cuori o frutti con morsicate in eccesso.

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Il Giorno della Marmotta ancora una volta

Multimedia   02.02.20  

È di nuovo il nuovo il Giorno della Marmotta che quest'anno coincide con il Super Bowl LIV e i suoi immancabili spot televisivi.
Per l'occasione Bill Murray, grazie a Jeep, torna a rivestire i panni di Phil Connors immerso nel loop temporale di Ricomincio da capo assieme all'inseparabile Punxsutawney Phil, ma questa volta qualcosa di inatteso gli donerà un nuovo motivo per non arrendersi al continuo ripetersi degli eventi.

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L'archivio (non) ufficiale di Apple

Geek   18.01.20  
Apple Magic Mouse
Apple Magic Mouse

The Apple Archive racconta la storia dei prodotti e dei servizi progettati a Cupertino attraverso un immenso archivio di materiale promozionale e video dei keynote, per ispirare una nuova generazione di designer, copywriter, sviluppatori e pubblicitari.

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