Il Giro d'Italia 2026 ha consacrato definitivamente Jonas Vingegaard come uno dei grandi ciclisti di sempre. Questa Corsa Rosa resterà nella memoria come il Giro che ha permesso a Jonas Vingegaard di entrare in quell'olimpo di campione capaci di vincere tutti e tre i grandi giri in carriera
La centonovesima edizione della corsa rosa, partita da Nessebar in Bulgaria e conclusa a Roma dopo oltre 3.400 chilometri ha saputo esaltare le caratteristiche di Vingegaard, resistenza, capacità di recupero e una straordinaria efficacia sulle grandi salite.
Come racconta The Cycling Dane il ciclista della Visma ha impresso il suo ritmo alla corsa senza strafare, protetto da una squadra estremamente solida e organizzata. Nonostante le criticehe sull'unica cronometro crosa forse leggermente sottotono, Vingegaard ha dimostrato con cinque tappe vinte di saper logorare i suoi diretti avversari con una progressione impareggiabile. Il danese ha costruito il proprio successo attraverso la continuità delle prestazioni, come ha abituarci. Archetipo del grande uomo da classifica. Competitivo contro il tempo, devastante in salita e impossibile da gestire senza mai una giornata di vera crisi.
Il Giro d'Italia 2026 si annuncia come una delle edizioni più ambiziose e simboliche della corsa rosa contemporanea. Con i suoi 3.469 chilometri sarà un lungo racconto sportivo e culturale che attraverserà l'Europa sud-orientale, la penisola italiana e le grandi montagne alpine, fino all'ormai consueto traguardo di Roma.
La scelta di partire da Nessebar rappresenta un momento storico. Per la prima volta la Bulgaria ospiterà la Grande Partenza del Giro. La città affacciata sul Mar Nero, celebre per il suo patrimonio storico e le sue stratificazioni culturali, offrirà uno scenario inedito per l'inizio della corsa. Questa apertura internazionale conferma la volontà del Giro di ampliare sempre più la propria dimensione europea, trasformando il ciclismo in uno strumento di connessione tra territori, culture e paesaggi differenti.
Dopo le prime tre tappe bulgare, la corsa entrerà in Italia da Catanzaro, risalendo lentamente la penisola attraverso un itinerario che unirà mare, colline e montagne. Come spesso accade nella storia del Giro, il percorso sarà costruito come una progressiva escalation di difficoltà, con le grandi salite concentrate soprattutto nelle ultime due settimane. I sette arrivi in quota promettono di trasformare la classifica generale in una battaglia di resistenza e strategia, mentre l'unica cronometro di 42 chilometri offrirà agli specialisti un'occasione decisiva per guadagnare terreno.
Le Alpi torneranno naturalmente a essere il cuore drammatico della competizione. Il passaggio in Svizzera, da Bellinzona a Carì, aggiungerà una dimensione internazionale anche alla fase montana della corsa. Ma il simbolo assoluto dell'edizione sarà la Cima Coppi, il Passo Giau, con i suoi 2.233 metri di altitudine. Qui, tra tornanti spettacolari e paesaggi dolomitici, il Giro ritroverà quella dimensione epica che da sempre lo distingue: il confronto tra l'uomo, la fatica e la montagna.
Con un dislivello complessivo superiore ai 49.000 metri, il Giro 2026 si preannuncia estremamente selettivo. Ma al di là dei numeri, ciò che continua a rendere unica questa corsa è la sua capacità di raccontare il territorio. Ogni tappa attraversa paesi, città e paesaggi trasformando la gara in una sorta di viaggio collettivo attraverso l'identità italiana ed europea.
L'edizione 2026 della Corsa Rosa sembra voler riaffermare proprio questa vocazione: una corsa capace di guardare oltre i confini nazionali senza perdere il legame profondo con la propria storia, unendo competizione, paesaggio e immaginario in un unico grande racconto in movimento. Per questo non puà mancare Il Garibaldi, la guida definitiva al Giro d'Italia a cui ogni appassionato di ciclismo non può rinunciare.
Una bici che utilizza potenti magneti al posto di tradizionali ammortizzatori, è l'incredibile progetto di Colin Furze. Non ci sono guarnizioni da sostituire né valvole interne delicate che possono rompersi. Sebbene il grande vantaggio della sospensione magnetica, rispetto alle tradizionali, risieda proprio nella minore manutenzione, la grande sfida rimane la questione di progettare una corretta regolazione degli ammortizzatori per adattarli a ogni tipo di terreno.
Questo prototipo di bicicletta rappresenta una fusione di ingegneria e creatività, dimostrando quanto possano essere innovative soluzioni alternative. Furze ha davvero realizzato un progetto eccezionale, spingendo i confini di ciò che pensiamo sia possibile nella progettazione di biciclette.
Beau Janzen, appassionato di matematica, ha creato un’animazione divertente e informativa che racconta la storia dell'ingegneria delle biciclette. Partendo dai primi modelli come le penny farthing, Janzen ci conduce attraverso l'evoluzione delle due ruote, fino ad arrivare alle moderne bici dotate di pacco pignoni e deragliatori.
Janzen esplora le sfide affrontate dai progettisti delle prime biciclette, evidenziando i concetti fondamentali come la circonferenza delle ruote, i rapporti di trasmissione e il torque siano stati cruciali per risolvere problemi tecnici. Ogni innovazione rappresentava un passo avanti, ma anche un'opportunità di apprendimento, dimostrando che l'ingegneria è un processo di tentativi ed errori.
Janzen vede questa evoluzione come una lezione sulla perseveranza. La storia ci mostra che la creatività e l'ingegneria non seguono mai un percorso lineare; le soluzioni innovative, gli esperimenti falliti e le opportunità mancate ci offrono un quadro prezioso per affrontare le nuove sfide.
Tadej Pogacar ha nuovamente conquistato il Tour de France dopo una stagione stellare. Ancora una volta ha tenuto fede alla sua reputazione di ciclista straordinario, dimostrando di saper gestire al meglio le energie, affrontando le montagne con una determinazione invidiabile.
Pogacar ha annichilito Jonas Vingegaard e la Visma dominando ogni attacco e permettendosi anche il lusso di una fuga nell'ultima tappa parigina in maglia gialla con oltre 4 minuti e venti secondi di vantaggio. Un Tour de France senza storia.
The Cycling Dane racconta la straordinaria vittoria di Pogacar alla Grande Boucle con il suo stile inimitabile.
Un Giro d'Italia splendido combattuto a sportellate tra il giovane talento Isaac del Toro e la locomotiva Carapaz, segnato da ritiri eccellenti e vittorie brillanti. E poi. E poi arriva il Colle delle Finestre. Corsi e ricorsi storici, una tattica perfetta e una rivincita personale che vale una carriera.
The Cycling Dane ripercorre le tre settimane della Corsa Rosa, raccontando che quando il Giro non ha un padrone assoluto che inchioda la classica, ogni ipotesi e anche la più remota può improvvisamente realizzarsi.
Nel 2018 Simon Yates proprio sulle strade del Colle delle Finestre andò in crisi aprendo al successo di Chris Froome. Allora Yates attaccò sin dai primi giorni e riuscì a imporsi in tre tappe. Sembra inarrestabile, poi il crollo.
Sette anni dopo il Team Visma-Lease a Bike prepara la strategia perfetta. Van Aert riesce a entrare in una fuga che accumula minuti come i punti del supermercato e Yates prepara la rivincita. Lascia Del Toro e Carapaz a marcarsi a uomo e scatta. I due duellanti pensano sia un bluff; sarà invece la loro sconfitta. Yates e imprendibile. Raggiunge Van Aert proprio allo scollinamento. Il piano riesce. La Maglia Rosa, questa volta quella definitiva, è sua. Poi si era rifatto conquistando la Vuelta del 2018, ma quel ko al Giro restava un buco nero.
Un capolavoro tattico su cui Carapaz e Del Toro (assieme alle rispettive squadre) avranno molto da imparare.
Una Grande Partenza inedita per la Corsa Rosa. La 108ª edizione del Giro d'Italia prenderà infatti il via da Durazzo per poi proseguire per 3.443,3 km divisi in 21 tappe, con due crono individuali, sette tappe di montagna, quattro di pianura per velocisti e otto vallonate, con la conclusione all'ombra del Colosseo il 26 maggio, con una tappa che vedrà la partenza dai Giardini Vaticani, per celebrare il Giubileo e omaggiare Papa Francesco.
Per arrivare preparati all'appuntamento e seguire da vicino ogni aspetto della Corsa Rosa, esiste un'unica guida definitiva al Giro d'Italia a cui ogni appassionato di ciclismo non può rinunciare: Il Garibaldi.
Dal 1907 La Classicissima con i suoi oltre 290 chilometri elettrizza i tifosi di tutto il mondo. Il percorso che si snoda lungo le splendide strade dell'Italia settentrionale per costeggiare gran parte della Riviera ligure di ponente segna l'inizio della stagione delle classiche monumento.
Gli ultimi 30 minuti di questa iconica corsa sono considerati tra i più imprevedibili del ciclismo su strada, grazie alla sequenza delle salite che precedono Imperia: Capo Mele, Capo Cervo, Capo Berta e Cipressa. Infine la tradizionale discesa del Poggio e l'ingresso nel centro cittadino di Sanremo.
Nell'attesa di scoprire se Tadej Pogacar riuscirà nella storica impresa o se il successo arriderà ai quattro big Mathieu van der Poel, Mads Pedersen, Jasper Philipsen e Filippo Ganna o ancora agli imprevedibili Jonathan Milan, Tom Pidcock e Matej Mohoric, la bella notizia è il ritorno dopo vent'anni della Sanremo Women con partenza da Genova.
Non c'è modo migliore per prepararsi a vivere ancora una volta l'emozione indimenticabile della Milano-Sanremo che scoprire ogni dettaglio di questa 116ª edizione sfogliando la guida ufficiale.
Immaginare un mondo senza biciclette è difficile. Questo geniale mezzo di trasporto ha cambiato radicalmente il paesaggio urbano e le dinamiche sociali. Le città sono diventate più accessibili e le persone hanno potuto godere di una maggiore libertà di movimento. Le donne, in particolare, hanno trovato nella bicicletta un simbolo di emancipazione, utilizzandola per rivendicare il proprio spazio nella società a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Oggi, le politiche di mobilità sostenibile in molte comunità promuovono l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto preferito, contribuendo a creare ambienti più sani e vivibili.
In questo documentario Get.factual ripercorre la storia plurisecolare della bici, dalla prima Draisienne fino ai modelli moderni, analizzando le implicazioni tecnologiche, sociali e ambientali portate da questo rivoluzionario mezzo di trasporto.
Tadej Pogacar ha scritto una pagina indelebile nella storia del ciclismo, facendo rivivere negli occhi degli amanti di questo sport pagine che sembravano ormai relegate a un passato mitico.
La sua impressionante forza atletica, acume tattico, concentrazione e determinazione lo hanno portato vincere nella stessa stagione il Giro d'Italia, il Tour de France e il campionato del mondo di ciclismo dopo una fuga di 100 km.
The Cycling Dane ripercorre la stagione di Pogacar concentrandosi sulla portata dei successi del giovane atleta, che lo hanno già reso una leggenda vivente del ciclismo moderno, soprattutto alla luce di una nuova epoca d'oro del ciclismo mondiale che può contare su una generazione di campioni con pochi pari nella storia dello sport.