Le illustrazioni di Peter Elson che resero viva la fantascienza
Per molti lettori cresciuti nell'età d'oro dell'editoria fantascientifica, un libro non cominciava con la prima pagina di un romanzo, ma con la copertina. Prima ancora di incontrare Asimov, A. E. Van Vogt, Silverberg, Clarke o altri maestri del genere, era l'illustrazione a promettere un viaggio verso mondi sconosciuti. Tra gli artisti che contribuirono in modo memorabile a costruire quell'immaginario c'è Peter George Elson, la cui produzione trasformò astronavi, pianeti alieni e rovine cosmiche in autentiche visioni.
Elson apparteneva a una generazione di artisti per i quali la pittura fantascientifica era qualcosa di più della semplice illustrazione narrativa. Le sue immagini erano finestre aperte sul futuro, enormi astronavi in avaria, flotte impegnate in battaglie spettacolari, pianeti remoti e giganteschi relitti alla deriva nello spazio. C'era spesso un senso di scala vertiginoso. L'uomo sembrava minuscolo di fronte alle strutture tecnologiche che aveva costruito o agli ambienti cosmici nei quali si trovava immerso.
Una parte importante della sua notorietà è legata alle illustrazioni realizzate per le celebri pubblicazioni della Terran Trade Authority, serie di libri illustrati apparsa a partire dagli anni Settanta. Volumi come Spacecraft 2000–2100 AD e Great Space Battles combinavano testi pseudo-documentari e immagini spettacolari, creando l'impressione di sfogliare un'enciclopedia proveniente da un futuro che non era ancora arrivato. Elson fu uno degli artisti capaci di dare concretezza visiva a quell'universo.
Il suo stile era particolarmente efficace nel rappresentare la tecnologia, come si può vedere in questa raccolta a cura di Sci-fi Art. Le astronavi non apparivano come semplici oggetti levigati e futuristici, ma erano macchine complesse, ricche di pannelli, antenne, strutture modulari, motori e dettagli tecnici. Persino quando erano impegnate in una battaglia, sembravano possedere una massa e una fisicità quasi tangibili. È una caratteristica che avvicina Elson alla grande tradizione dell'illustrazione tecnica, pur portandola in territori completamente immaginari.
La sua carriera comprende anche numerose copertine di libri di fantascienza, comprese opere iconiche di Isaac Asimov, contribuendo così a definire visivamente intere generazioni di lettori. In questi lavori l'immagine non era necessariamente una traduzione letterale della storia, era piuttosto una promessa. Una città aliena, una creatura misteriosa o una gigantesca nave spaziale suggerivano che dietro quella copertina esistesse un universo molto più vasto.
Ed è forse proprio questa la qualità più affascinante dell'arte di Elson. Le sue immagini non mostravano soltanto ciò che accadeva, ma suggerivano ciò che era accaduto prima e ciò che sarebbe potuto accadere dopo. Un'enorme astronave abbandonata poteva essere il relitto di una civiltà scomparsa; una luna sconosciuta poteva nascondere una colonia; una flotta apparentemente vittoriosa poteva essere soltanto all'inizio di una guerra interstellare.
In questo senso Elson appartiene a quella straordinaria generazione di illustratori che trasformarono la fantascienza popolare in una forma di mitologia visiva moderna. Il risultato è un'eredità che si è tramandata nel tempo. Non a caso l'aspetto del videogioco Homeworld è stato fortemente influenzato dalle illustrazioni di Elson degli anni '70 e '80. Guardando oggi un'illustrazione di Peter Elson si ritrova qualcosa che la fantascienza contemporanea, spesso dominata dall'iperrealismo digitale, rischia talvolta di perdere. La sensazione forse ingenua eppure potentissima che tutto quello che si può immaginare diventi possibile.
